lunedì 25 maggio 2015

"MAD MAX: FURY ROAD": una lezione di Cinema di George Miller (recensione di Claudio Villanova)




Prendete i film d'azione degli ultimi anni, da Transformer fino all'ultimo Avengers compreso, e buttateli nel cesso! Anche se vi sono piaciuti, forza! ...senza ripensamenti, perché è la prima cosa che penserete di fare dopo aver visto “MAD MAX: FURY ROAD” di George Miller.
A suffragio della mia tesi potrei citare Joe Dante (il regista dei Gremilins per capirci... mica il pizzettaro di Via della Scrofa) che su Twitter scrive:


Trent'anni dopo l'ultimo MAD MAX, Miller ci dimostra com'è un film fatto per la pura libidine di creare arte e non esclusivamente per riempire il botteghino; ci dimostra cosa diventa il Cinema quando dietro la macchina da presa c'è un vero autore e non uno di quegli “automi” che Hoolywood sforna da anni, che si limitano a fare il loro compito per compiacere la produzione, senza aggiungere nulla di propria iniziativa per timore di uscire fuori dallo schema.

giovedì 21 maggio 2015

"Norwegian wood" dai Beatles a Murakami: quando l'Arte richiama altra Arte

Accendi qualsiasi supporto musicale e fai girare nelle casse "Norwegian wood" dei Beatles!
 ...oppure clicca sul video qui sotto. 



Fatto? 
Ottimo...

"I Once had a girl / or should I say..."

Quella che stai ascoltando è una canzone dei Beatles del 1965... pensa... ha 50 eccezionali anni! 
Fa parte dell'album "Rubber soul", un disco tanto meraviglioso quanto rivoluzionario per la storia "beatlesiana".
Il suo riff (il ritornello musicale) è inconfondibile. 
Può darsi che ascoltandola per caso, non tutti saprebbero dire il suo titolo o addirittura di chi è... ma tutti avranno la consapevolezza di averla già sentita.
E' stata eseguita da un'infinità di artisti, dagli U2 fino alle più svariate orchestre classiche di tutto il mondo; è stata suonata in qualsiasi modo e con qualsiasi strumento, ha dato il nome a un festival rock norvegese che ogni anno vede il gotha della musica mondiale esibirsi...
questo perché "Norwegian wood" è semplicemente un capolavoro musicale. 

"Isn't it good?/ Norwegian wood"

Continua ad ascoltarla, mi raccomando, 
perché la storia non finisce qui...

martedì 12 maggio 2015

Lettera a Matteo Salvini: ti prego sbloccami su Facebook!

Caro Matteo

che cosa ti ho fatto di male?
Perché mi hai bloccato su Facebook impedendomi di commentare i tuoi illuminanti post che quotidianamente riempiono il mondo d'intelligenza e amore per tutti? (Adoro il sarcasmo!)

Come puoi trattarmi con la stessa indifferenza con cui Matteo Renzi ha appreso la notizia dell'addio di Pippo Civati al Partito Democratico?

Avrei addirittura preferito che tu avessi scatenato su di me la stessa rabbia con cui Loredana Bertè ha fatto piangere Emma Marrone, dopo che quest'ultima ha sfregiato la Divinità di "Imagine"... facendo cambiare il testo di John Lennon da un rapper (Tupac mi perdoni) di "Amici" di Maria De Filippi.
(ma lo stolto sono io che mi meraviglio ancora delle miserie artistiche che accadono ad "Amici")

mercoledì 6 maggio 2015

"Tuttalpiù muoio" di Filippo Timi: confessioni di un grande attore



Filippo Timi con la mia copia del suo libro
Lo smalto sulle unghie è per esigenze di copione teatrale:
http://www.teatrofrancoparenti.it/?p=informazioni-spettacolo&i=1018
Leggevo “Tuttalpiù muoio” di Filippo Timi e di Edoardo Albinati
e avevo la forte sensazione che Filo, il protagonista, fosse un parente stretto di Henry Chinaski, l'alter ego letterario di Charles Bukowski.
Nei due personaggi c'è la simile disillusione alla vita ma al contempo c'è la voglia di non arrendersi nonostante tutto, la rabbia con sfumature di nichilismo, la dedizione agli Dei del vizio....
ma soprattutto nelle pagine scritte da Timi, come in quelle da Bukowski, si percepisce un'irrefrenabile urgenza di ribattere colpo su colpo agli eventi della vita usando il misterioso potere dell'arte, recitazione o scrittura che sia... 
perché quando l'ispirazione urla nelle vene non si può fare altro che dargli libero sfogo e chi se ne fotte di tutto il resto!