venerdì 13 maggio 2016

X-Factor 10: la scelta controversa di Manuel Agnelli degli Afterhous

Ciao Manuel
è cosa nota che la televisione riesce a trasformare chiunque in un clown, 
...eppure tu vai a fare il giudice di "X-Factor"...
sei pronto a indossare il naso rosso Manuel?

Soprattutto in programmi come i talent show, anche la persona più seria rischia di diventare un buffo burattino perché lo spettacolo deve prevalere su tutto, sull'Arte e sulle emozioni... sulla dignità e sull'etica...
"Siore e siori, ecco a voi Manuel Agnelli e le sue acrobazie" (effetto megafono)
applausi, bravo, bis!

"(...) quella roba lì è come il circose non sbaglio lo dicesti tu parlando dei talent  iun intervista concessa a Valerio Bassan nel Novembre 2013 e poi continuavi con:

"I talent show sono dei fenomeni creati dalle case discografiche come ricerche di mercato, per non rischiare niente e investire in prodotti sicuri. Funzionano così: le televisioni buttano nella mischia una serie di dilettanti allo sbaraglio; la gente sceglie chi preferisce; la casa discografica che finanzia il format produce un disco a costo zero, perché l’artista ha firmato un contratto capestro all’inizio della trasmissione. Insomma, è puro marketing.
Nel lungo periodo produrranno il suicidio dell’industria musicale. Finiranno come altri escamotage del passato, che all’inizio sembravano un grosso guadagno e poi porteranno velocemente alla miseria culturale"



Manuel, hai cambiato idea e avrai di certo le tue buone ragioni, anzi... probabilmente ottime ragioni...
ma almeno tu risparmiaci la pantomima delle scusanti del tipo "lo faccio per alzare il livello di quei programmi" o “Per combattere il potere dall'interno”...
perché da "X-Factor" escono i Marco Mengoni e non i Fabrizio De Andrè o i Rino Gaetano... si forgiano gli interpreti per alleggerire i pensieri non i poeti per renderli pericolosi,
e per il re forse è meglio così...
e i re non si spodestano andando a far loro da giullare.

Ecco perché non potrai biasimare la delusione dei tuoi fan nel vedere te, che sei un simbolo d'indipendenza intellettuale, lavorare per un qualcosa che rischia di condurre alla miseria culturale, per l'opificio dei jingle delle pubblicità di compagnie telefoniche.

Ti saluto Manuel e quando siederai al tuo posto di giudice ricorda che lì,
si vende come un sogno un'anomalia spacciata per normalità... 
che ci ucciderà (o almeno ucciderà la musica).

K


"...e tu vendi come un sogno la normalità,
che mi ucciderà..."
Afterhours                                     




PS Ho scritto con il timore di vedere Manuel (un artista che stimo molto e che, in alcuni momenti, ho anche amato molto) diventare pedina di un progetto che, come ha detto anche lui, rischia di condurci verso una miseria culturale profonda.
 Più che arrabbiato sono artisticamente triste!!!!

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