venerdì 30 settembre 2016

"IL POSTO GIUSTO" di Simona Garbarini: il calcio mostra i suoi abissi


“Il posto giusto” di Simona Garbarini, un libro che parla di calcio:
“(…) Penso confusamente che il calcio sia un’epica moderna in un mondo privo di guerrieri”.
Un calcio romantico che non esiste più, ( e anche se non fosse mai esistito, oggi avrebbe ancora meno possibilità di esserlo, soffocato com’è dai putridi interessi economici):
“(…)  il calcio appariva ancora un mondo puro fatto di Dei ed eroi che combattevano per trarre l’unico nutrimento possibile su questa terra: l’onore immortale”.

Ma se il calcio è il palcoscenico, il grande protagonista del romanzo è Antonio “Toni” Policresti, puro talento calcistico fin dall’infanzia,  nato nella famiglia sbagliata, cresciuto fra droga e solitudine;
la storia di Toni raccontata con gli occhi di Guido, il medico delle giovanili del Torino, che lo prende in affido accompagnandolo fino alla realizzazione del suo destino, che ne diventa padre incosapevole:
le strade s'incrociano affinché ognuno tragga insegnamento dall'altro, perché Toni ha bisogno di Guido, come Guido ha bisogno di Toni, per redimersi, per rinascere dai propri fallimanti privati.
La Garbarini sembra usare il calcio come pretesto per toccare gli abissi inesplorati dei sentimenti umani, inesplorati non perché irraggiungibili ma perché ci vuole un coraggio non comune per affrontarli.

Buon libro,dalla scrittura semplice e diretta che è un pregio che permette a un romanzo di farsi voler bene. La bravura di un autore è scrivere con il punto di vista del genere sessuale opposto senza che il lettore se ne accorga, cosa che la Garbarini fa in modo esemplare con il personaggio di Guido. (Ogni tanto controllavo in copertina per accertarmi che chi scriveva fosse una donna!)

Murale dedicato a Gigi Meroni


...e ora va Antonio Poliresti.
Vola sulla fascia palla al piede che quando è lì nulla ti può far male,
quando sei lì tutto diventa facile:
il pubblico acclama il tuo nome,
il cielo s'illumina di color granata,
il tuo passato non ti può raggiungere perché su quella fascia sei imprendibile.
Vola sulla fascia Toni
che lì tuo padre non può farti del male,
lì c’è solo il ricordo più bello di Lisa,
quello che è sopravvissuto ai calci in faccia della vita,
e agli occhi di Doc sei la cosa migliore che gli potesse capitare.
Vola sulla fascia Antonio Policresti
che quello è il tuo posto nel mondo,
il posto giusto.

K



PS Ci sono un paio di refusi che comunque non inficiano la piacevolezza della lettura:
Scirea si chiamava Gaetano e non Roberto e...
non so quanto negli anni '80 si usasse la parola "extracomunitario", citata almeno due volte nel libro.

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